La Compagnia Mannini Dall’Orto Teatro – MDTeatro – si costituisce come associazione nel 1994.
L’esigenza dei quattro soci componenti il direttivo era quella di indirizzare le proprie collaudate capacità professionali a un modo di fare teatro sul filo di una complicità immaginativa e visiva che li accomunava. In particolare, di materializzare sul palcoscenico il mondo della favola, senza il sussiego di una ricerca archetipica: sollecitando piuttosto lo stupore e la riflessione dello spettatore attraverso dei mezzi puramente teatrali: le luci, i colori, la musica, la danza. E la poesia, ovviamente.
Le singole specificità dei soci, poi, contribuivano a sostenere questo progetto: quelle di Elena Mannini, costumista di più di circa duecento spettacoli teatrali, in Italia e all’estero, attiva nel modo della lirica, del balletto, del cinema e della televisione. Così pure quelle del fratello Armando Mannini, scenografo, spesso in tandem professionale con Elena. Quelle di Italo Dall’Orto, attore e regista, che già dai tempi della sua permanenza nel Gruppo della Rocca si era dedicato alla riduzione teatrale di testi favolistici, come Perelà uomo di fumo di Palazzeschi e Pulcinella capitano del popolo di Luigi Compagnone, che furono tra i maggiori successi di quella compagnia. E l’esperienza di Gionni Dall’Orto, collaudata in importanti gruppi di musica leggera (Articolo 31, Marco Parente, Paolo Benvegnù).
L’inizio ufficiale dell’attività produttiva è nel luglio 1997 al Festival di Taormina con un concerto per pianoforte, soprano e voci recitanti intitolato Shakespeare song’s, con musiche di Mario Castelnuovo-Tedesco e testi shakespeariani.
Ma è proprio nello scorcio di quel 1997 che si concretizza il primo progetto produttivo dell’Associazione: uno spettacolo teatrale tratto da Il piccolo Principe di Antoine de Saint- Exupéry.
Inutile dire che la poesia di quel piccolo capolavoro, sospesa tra l’innocenza di un paradiso perduto e la crudeltà della perdita e della separazione, ci attiravano come atto quasi emblematico di un teatro fantastico ma non meramente consolatorio.
Forse per questo, la nostra prima convinzione fu che la parte del protagonista non poteva che essere affidata a un bambino: da allora, almeno 12 ragazzi si sono alternati nella parte del titolo.
La bontà delle nostre intenzioni fu ”testata” dalla fiducia (e poi dall’amicizia) degli eredi dell’autore e successivamente dal severo esame delle Editions Gallimard, che alla fine ci concessero i diritti di rappresentazione per l’Italia.
Il successo di pubblico fu immediato, tanto che Il piccolo Principe si collocherà da subito nelle prime posizioni del Giornale dello spettacolo come numero di presenze.
Nella prima stagione teatrale, Il piccolo Principe , affidato per la distribuzione alla GIGA di Giorgio Albertazzi, compie una lunga tournée, con rappresentazioni, tra l’altro, al Teatro Brancaccio di Roma, al Teatro della Pergola di Firenze, al Teatro Carignano di Torino, al Teatro Goldoni di Venezia, al Teatro Politeama di Napoli e al Teatro Stabile di Parma.
Parte dello spettacolo venne ripresa dalla RAI per la trasmissione Solletico, sotto il controllo di M.me Soufi della Gallimard. Sia lei che Mr. d’Agay (nipote dell’autore) concordarono che la nostra messa in scena fosse la più poetica tra quelle a cui erano stati concessi i loro diritti.
Nelle successive stagioni lo spettacolo si avvale della distribuzione della Sarey, ancora con piazze di tutto rilievo come Genova (Teatro Stabile), Milano (Carcano) e con un ritorno anche alla Pergola di Firenze.
In questa occasione l’Associazione, tenendo fede ai suoi fini culturali, realizza una mostra biografica in occasione del centenario della nascita di Saint-Exupéry (2000). L’esposizione viene tuttora portata nei teatri che ne fanno richiesta.
Da notare che, in occasione di questo centenario, Elena Mannini e Italo Dall’Orto (unici ospiti stranieri) vengono invitati dagli eredi Saint-Exupéry alla tumulazione nel Panthèon di Parigi del grande scrittore francese, alla presenza del presidente Chirac.
Sempre nel corso del 2000, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi ci chiede di mettere in scena Le avventure di Pinocchio nell’ambito del I° Festival Nazionale di Pinocchio.
La favola e il personaggio del burattino erano da tempo nel nostro cuore e nei nostri progetti: col contributo e il patrocinio della Fondazione stessa, Le avventure di Pinocchio vanno in scena per le strade di Collodi, in forma di musical-treking, coinvolgendo il pubblico in una giornata di vera festa. Al centro della quale, una rock band di cinque musicisti-attori (I Pinocchiosi) racconta in dodici canzoni e altrettanti travestimenti le avventure del burattino.
Questo nuovo successo ci spinge a pensare a una versione al chiuso dello spettacolo: e un anno dopo, totalmente prodotto dall’Associazione, nell’ambito di Firenze Estate, va in scena Le avventure di Pinocchio, ovvero bugie musicali, questa volta nella sua forma definitiva, vale a dire come uno spettacolo teatrale in cui la musica rock si fonde col testo. In breve: il personaggio di Collodi (impersonato da Italo Dall’Orto), interloquendo con la sua creatura, interpretata da un bambino, evoca man mano il susseguirsi degli episodi del racconto, cantati, suonati e recitati dalla stessa band de I Pinocchiosi che aveva agito a Collodi.
Ancora una volta l’operazione viene costruita intorno al rapporto tra un adulto e il mondo dell’infanzia: qua è il personaggio di Collodi che, sulla base delle sue vicissitudini esistenziali, si confronta con la libertà della sua piccola creatura, quasi ricercando in quel mondo fantastico da lui stesso creato un conforto alle sue delusioni e alle sue amarezze.
Anche in questa occasione, il testo e la regia sono di Italo Dall’Orto, le scene di Armando Mannini, i costumi di Elena Mannini e le musiche di Gionni Dall’Orto.
Ottobre 2001: a causa del cedimento economico della Sarey, i due spettacoli vengono ad essere gestiti totalmente dalla nostra Associazione, che pur in mancanza di qualsiasi sovvenzione, affronta una tournée che tocca, tra l’altro, di nuovo Roma (Teatro Ambra Jovinelli) e il Teatro Carcano di Milano.
Il successo di Pinocchio ci porta a produrre un CD contenente le musiche dello spettacolo. A titolo di amicizia vi partecipano nomi illustri della musica leggera, come Irene Grandi, Stefano Bollani, Simona Bencini e la Bandabardò.
Il CD accompagnerà lo spettacolo aiutando, con il ricavato delle vendite, iniziative di sostegno all’infanzia di paesi in difficoltà.
Particolarmente soddisfacenti le recite del Pinocchio all’Ambra Jovinelli, dove il pubblico (in polemica con altre versioni teatrali e cinematografiche della favola) ci ringrazia “platealmente”.
Dopo quattro anni di attività, l’Associazione ottiene l’ammissione ai contributi del Fondo Unico dello Spettacolo.
Sempre nel 2003 mette in scena un nuovo spettacolo: Volo di notte, tratto dall’omonimo romanzo di Saint-Exupéry, proseguendo così il suo lavoro di ricerca sull’autore de Il piccolo Principe. Lo spettacolo ha subito successo, richiamando sia il pubblico serale che quello scolastico. Dopo un mese di repliche a Firenze, si trasferisce a Roma, inaugurando al pubblico il Teatro Studio E. Duse presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.
Intanto, al quinto anno di tournéè, Il piccolo Principe ha la soddisfazione di un gradito riconoscimento: una fotografia dello spettacolo appare come sfondo del manifesto di Genova Capitale Europea della Cultura 2004.
La stagione successiva si apre con una serie di recite del Piccolo Principe, mentre Volo di notte viene invitato per alcune recite all’Istituto di Cultura Francese di Firenze, in collegamento col Maggio Musicale Fiorentino che rappresenta l’omonima opera lirica di Luigi Dallapiccola, di cui ricorre in quell’anno il centenario della nascita.
Nel Luglio dello stesso anno va in scena, per conto dell’Associazione, Requiem per il Principe, uno spettacolo tratto da Il Principe di Niccolò Machiavelli, curato e interpretato da Italo Dall’Orto, con musiche scelte dal Requiem di Mozart.
Intanto le richieste per i nostri spettacoli si infittiscono, visto anche il rinnovato interesse per Saint-Exupéry a seguito del ritrovamento del relitto del suo aereo.
Di tutto rilievo le recite al Teatro Brancaccio, allora diretto da Gigi Proietti, che registrano una serie di esauriti. Lunghe permanenze anche a Genova, Firenze e al Teatro Carcano di Milano dove Il piccolo Principe si presenta per la quinta stagione consecutiva.
Nell’ottobre 2006, va in scena a Catania su richiesta del Teatro Stabile un’edizione de Il piccolo Principe, con la stessa regia, musiche, scene e costumi della nostra edizione originale: il successo è tale che lo spettacolo si replica per 3 mesi consecutivi.
Prosegue la tournée della nostra edizione, ancora al Carcano di Milano (per la sesta volta) e a Torino (Teatro Stabile).
Cominciano anche le trattative con la Beijing Concert Hall (la massima istituzione di musica classica occidentale della Cina) per rappresentare il nostro Pinocchio a Pechino.
Lo spettacolo rappresenterà l’Italia durante la Festa nazionale della Repubblica Cinese nell’ottobre 2008, riscuotendo un inaspettato consenso e il plauso del MIBAC che lo definisce “una delle manifestazioni che ha riscontrato maggior successo a livello diplomatico-politico ed internazionale: uno dei "fiori all'occhiello" del MIBAC”.
Nell’ultima stagione 2010-2011, la gestione degli spettacoli della Mannini Dall’Orto Teatro viene rilevata dall’Associazione ENTR'ARTe di Chiara Solari che già da tempo si occupava dell’organizzazione della compagnia. Ciò ha permesso di razionalizzare l’attività teatrale per quanto riguarda gli spettacoli “in dotazione”, di immettere forze nuove e più stabili soprattutto nel reparto tecnico e di progettare nuove messe in scena.
Si rinova il successo del Piccolo Principe che viene ospitato (per l’11° anno consecutivo) al Carcano di Milano con una serie di esauriti.
Per la stagione 2012-2013
sono in cantiere due progetti: uno tratto dal racconto L’autobus di Rosa di Fabrizio Silei (Edizioni Orecchio Acerbo) in collaborazione con Amnesty International e l’altro tratto da Hansel e Gretel dei fratelli Grimm in collaborazione col Goethe Institut.