Lo spettacolo

Lo spettacolo

Le Avventure di Pinocchio ovvero bugie musicali

tratto dal libro di C.Collodi

Regia Italo Dall’Orto
Testi di Italo Dall’Orto e Gionni Dall’Orto

 

Scene Armando Mannini

Costumi Elena Mannini
 

Musiche originali

Gionni Dall’Orto, Paolo Benvegnù, Andrea Franchi, Erika Giansanti, Jeppe Catalano

 

 

Lo spettacolo è nato da una collaborazione tra la prestigiosa Fondazione Carlo Collodi e la nostra Associazione nel settembre del ’99, in occasione del I° Festival Nazionale di Pinocchio tenutosi nel paese e nel parco di Collodi. e ha debuttato in quell’ incantevole scenario in forma itinerante, nel senso che il pubblico era invitato a seguire la band dei musicisti da una piazzetta all’altra del paesino, al seguito di un corteo di fate, bambinacci, Gatti, Volpi, Omini di burro, ciuchini autentici, ecc.

Dal successo di quell’evento è nata la nostra convinzione che da quella idea poteva svilupparsi un testo adatto alle sale teatrali e capace di avere un seguito, trattandosi, come per “Il piccolo Principe”, di uno dei testi più letti, amati e densi della letteratura mondiale.

Nella versione teatrale di Pinocchio, fedeli al nostro filone della “favola per adulti”, abbiamo unito la musica rock dal vivo con la prosa (come nel “Il piccolo Principe” avevamo unito la prosa con la danza) affidando la parte di Collodi a Italo Dall’Orto e quella di Pinocchio a bambini pieni di talento naturale che si sono avvicendati nella parte.

Attorno ai pezzi musicali, fulcro della rappresentazione, è stato scritto da Italo Dall’Orto un testo che si ispira liberamente ad alcuni episodi della biografia di Collodi. Tutta la storia ruota proprio intorno al personaggio “storico” di Collodi che vediamo monologare sui suoi casi, o piuttosto dialogare con la propria coscienza che altri non è che la sua creatura Pinocchio.

Nella febbre della sua scrittura creativa, un siparietto si apre, facendo apparire gli interpretimusicisti ovvero la band dei Pinocchiosi che in tredici apparizioni cantano e interpretano le avventure e le sventure del famoso burattino.

A fare da cornice e ad esaltare il testo, le scenografie di Armando Mannini e i costumi di Elena Mannini.

 

 

Sintesi del testo e note regia

All’apertura del sipario, sulla scena si vede un palco di legno, chiuso da un altro sipario verde, sul quale è ricamato l’albero delle monete d’oro.

Sotto questo palco, lo scrittoio e la sedia dell’autore de “Le avventure di Pinocchio”, Carlo Collodi, che sta leggendo il giornale. Si accorge che c’è una lettera sul suo scrittoio: gli scrive il suo editore che gli chiede di mettere per iscritto quella che, per Collodi, è solo un’idea: “La storia di un burattino”. Il compenso: 4 centesimi al rigo! Collodi si ribella per il modesto compenso, ma poi preso dalla sua irresistibile ispirazione comincia a scrivere la celebre storia: “C’era una volta…

Un re! -diranno subito i miei piccoli lettori-.

No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.”

Il rumore della penna sul foglio si confonde col tempo musicale battuto dai musicisti dietro al sipario verde: quando questo si apre, ecco la band al completo: il bassista (vestito da Geppetto) attacca la canzone della nascita di Pinocchio, assistito dai suoi compaesani (due chitarre, viola e batteria), un funky “d’annata” tributo all’approccio corale del primo Sly Stone.

Sulle note di questa canzone, Pinocchio (interpretato da un bambino) comincia a fare le sue prime birichinate; alla fine Geppetto finisce in prigione, mentre Pinocchio scappa in platea.

Collodi lo riacciuffa. Pinocchio gli confessa un’altra birbonata: un certo Grillo parlante si era permesso di rimproverarlo. “E tu che cosa gli hai risposto?”, gli chiede Geppetto preoccupato…

Di nuovo si apre il sipario del palco e il cantante di turno, travestito da Grillo parlante, ci racconta la sua storia. Pinocchio, alla fine, lo atterra con un martellata e scappa di nuovo in platea.

Nuovi rimproveri di Collodi. Pinocchio promette di fare il bravo e di andare a scuola. Ma sulla strada incontra il Teatro dei burattini. Ecco riaprirsi il sipario: Mangiafuoco (al basso, contornato dai suoi “burattini”) vuole bruciare Arlecchino, ma Pinocchio riesce a commuoverlo. Mangiafuoco, anzi, gli regala cinque monete d’oro da portare a Geppetto.

Pinocchio, tutto contento, colle sue cinque monete, incontra il Gatto e la Volpe. Alla fine dell’animato brano in stile techno, vedremo la proiezione di Pinocchio appeso all’albero delle monete.

Collodi, alla sua scrivania, sta mettendo la parola fine al suo racconto: non ne può più di scrivere quella robetta per bambini: anzi, è contento che Pinocchio sia morto. Ma la figura del suo Pinocchio, abbandonato, lì, sulla sua seggiolina, e il ricordo della propria infanzia malinconica, lo convincono a “risuscitare” la sua creatura. Ma come? Attraverso una fata! Appare la Fatina dai capelli turchini alla quale Pinocchio promette che diventerà un ragazzo per bene e che tornerà a scuola.

 

Sulla strada di scuola, il nostro burattino incontra i cattivi compagni di scuola, che lo prendono in giro. Pinocchio si ribella e ferisce col suo libro uno dei ragazzi. Arrivano i gendarmi, che lo portano verso la prigione. Pinocchio riesce a scappare, ma rimane preso nella rete del Pescatore verde. Alla fine della canzone, grazie all’intervento del cane Alidoro, riesce ancora a

svignarsela. Tutto confuso, bussa alla porta della Fatina. Gli appare la Lumachina, che (con un ritmo lunge, morbido e sornione) lo fa attendere sotto la pioggia un giorno e una notte. Finalmente appare la Fatina. Ancora una volta Pinocchio promette che da il giorno dopo tornerà a scuola. Ma sulla strada incontra Lucignolo. “Vieni con me al Paese dei Balocchi”, canta l’amico. Pinocchio cerca di resistere, ma alla fine cede. Ed ecco arrivare il carro dell’Omino di Burro. Nel finale strumentale della canzone un sound molto dark accompagna Pinocchio al Paese dei Balocchi. Duetto con l’amico Lucignolo. Il coro della band esulta: “Abbasso la scuola, viva i balocchi!”. Ma alla fine, si scopriranno tutti con le orecchie da somaro in testa. Ancora una volta Collodi, nel suo studio, si lamenta della sua vita da somaro: quante delusioni, quanti ideali traditi…Ma lo riprende la sua smania di scrittore: unito alla band, intona la stornellata che racconta il lieto fine della favola, mentre une gigantesca balena tutta colorata cala a sorpresa dall’alto.

Finalissimo: mentre la band schierata sul palco canta l’ultima canzone dedicata al nostro eroe, Collodi se ne va, povero sì, ma accompagnato da Pinocchio, la sua creatura immortale.

 

 

ultima versione del 2007

Interpreti: Italo Dall’Orto Collodi

Gabriele Manfredi Pinocchio

Alessandro Fiori Il Grillo /Il Gatto/Omino di Burro

Jeppe Catalano Carabiniere

Gionni Dall’Orto Geppetto/Mangiafuoco /il Pescatore Verde

Riccardo Mori Lucignolo

Cristina Abati la Fatina/la Lumaca/la Volpe